VITERBO
1 luglio 2017

VITERBO

La Coldiretti Viterbo contro la politica economica e commerciale della Commissione Europea in relazione alla firma del trattato di libero scambio con il Canada e che ora anche il nostro Paese è chiamato a ratificare. “Un accordo – scrive la Coldiretti della Tuscia nella lettera aperta ai parlamentari eletti in provincia – i cui rischi sono evidenziati nel documento condiviso dalla inedita e largamente rappresentativa alleanza tra Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Si autorizza una indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi”. Per la prima volta la Ue accorda il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti tipici (dai formaggi Asiago, Gorgonzola, Parmigiano e Fontina fino ai prosciutti di Parma, San Daniele e Toscano), spalanca le porte al grano trattato con il glifosato, sostanza vietata in Italia perché sospettata di essere cancerogena e favorisce l’arrivo di carne a dazio zero da un paese dove è ammessa la somministrazione di ormoni negli allevamenti, a differenza di quanto avviene in Italia. “Vi esortiamo – si legge nell’appello rivolto dal presidente Mauro Pacifici e dal direttore Alberto Frau ai parlamentari viterbesi – a considerare tali preoccupazioni, esprimendo in aula voto contrario alla ratifica”. L’accordo tra Europa e Canada, che il senato dovrebbe sottoporre a ratifica, avrebbe effetti devastanti sulla coltivazione di grano nelle nostre campagne, col rischio della desertificazione di intere aree, di una concorrenza sleale ai danni degli allevatori italiani e conseguenze per i consumatori, esposti ad un sensibile abbassamento degli standard di sicurezza alimentare. È necessaria una valutazione ponderata. Infatti, secondo il dossier elaborato dalla Coldiretti, delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera alla traduzione dei nomi dei prodotti tricolore. Peserebbe anche l’impatto delle 50.000 tonnellate di carne di manzo e delle 75.000 tonnellate di carni suine che verrebbero importate a dazio zero e l’azzeramento del dazio per il grano, mentre il governo canadese solleva questioni di compatibilità del decreto per introdurre in etichetta la indicazione obbligatoria dell’origine della pasta, decreto oggetto della richiesta già depositata dall’Italia presso la Commissione Europea. “È a rischio – concludono Pacifici e Frau – il principio stesso di precauzione, visto che le leggi canadesi ammettono l’utilizzo di prodotti chimici invece vietati in Europa”. Mercoledì 5 luglio dalle 9.30 migliaia di agricoltori manifesteranno in piazza Montecitorio insieme a Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch.

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