KIWI
9 aprile 2011

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Un percorso contro la crisi del kiwi: le proposte di Coldiretti

Il prossimo 13 aprile, ai lavori del consiglio regionale della Coldiretti del Lazio, sarà presente l’assessore regionale all’agricoltura, Angela Birindelli per affrontare le problematiche legate alla crisi del kiwi. A comunicarlo Gabriel Battistelli, direttore della Coldiretti di Viterbo che aggiunge: “il giorno dopo, giovedì 14 aprile 2011, in Regione, è convocato il tavolo di crisi che dovrà  analizzare lo scenario nazionale e valutare le misure da adottare nella nostra regione. La Coldiretti, ancora una volta, dimostra con i fatti e non con le chiacchiere, di avere le idee chiare e, dopo aver proposto la legge regionale approvata di recente, è pronta a fare l’ultimo miglio per ostacolare e, se possibile, debellare, una piaga  che sta mettendo a rischio una cultura che è il fiore all’occhiello della nostra Regione”. Dopo il convegno del 31 marzo all’Università della Tuscia durante il quale sono stati resi noti i risultati delle ricerche scientifiche fino a qui ottenuti, si è tenuto nei giorni scorsi a Latina un incontro, moderato dal direttore regionale Coldiretti Lazio, Aldo Mattia, tra i vertici di Coldiretti Lazio, i referenti delle istituzioni, il presidente del Consorzio del kiwi e, soprattutto, oltre 250 produttori ed imprenditori. L’unità di intenti e la strategia di Coldiretti Lazio, è diventata comune e condivisa oltre che dalla parte politica anche  dagli stessi produttori che sono intervenuti nel dibattito. Un assemblea che ha sancito un percorso da compiere con determinazione e forza , nel quale credere e soprattutto da non sbagliare per dare dignità  al settore. Ricerca, mappatura seria ed attenta delle aree interessate, miglioramento della genetica, certificazione, risorse regionali per il mantenimento e nazionali per rilancio, rappresentano la ricetta Coldiretti, il tutto da affidare ad un’unica cabina di regia che sappia coordinare e dettare i tempi e soprattutto dettare regole di rigorosità tecnica a cui le imprese devono attenersi. Il problema riguarda l’intero territorio regionale e dopo l’approvazione della legge regionale, voluta con forza proprio da Coldiretti occorre inserire misure e risorse, soprattutto per le imprese, per dare dignità a quanti su queste coltivazioni hanno scommesso ed investito, creare le condizioni perchè il tutto si trasformi in reali benefici per le imprese. Serve maggior professionalità nei controlli nei campi da affidare a tecnici regionali scevri da condizionamenti. “Improcrastinabile, - per il presidente regionale Coldiretti Lazio Massimo Gargano, che ha chiuso i lavori, - avere risposte per le risorse, oltre che dalla regione Lazio, dal Ministero e dal Governo, anche dall’Unione Europea. L’unione delle province e l’associazione dei comuni – ha detto Gargano – devono impegnarsi per quanto di competenza per salvaguardare un patrimonio produttivo; il primato laziale non è solo agricolo ma concorre nel fare paesaggio, territorio, cultura, occupazione, fa economia reale. La sinergia tra Coldiretti ed Istituzioni, condivisa anche dal comitato dei sindaci della zona, dimostra una coerenza ed una unità di intenti che deve ottenere risposte certe in termini di tempi e operatività per evitare ulteriori danni. Se ciò non avverrà la Coldiretti è pronta di nuovo a passare dalla proposta alla protesta per tutelare l’interesse e l’impegno dei propri associati a garantire prodotti genuini, di qualità che sappiano creare reddito valorizzando i territori di provenienza”.

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