AMBIENTE
5 novembre 2014

AMBIENTE

Velletri e l' impianto a biogas, come devastare un territorio
Continua forte nella città di Velletri la pressione di pochi per renderla centro di stoccaggio, lavorazione e smaltimento di rifiuti. Oltre alle vicende della discarica di Cinque Archi anche la questione biogas di Lazzaria tiene sempre desta l'attenzione. In questa area sorgeva già una discarica dove, dopo anni, non sono state ancora portate a termine le operazioni bonifica e che per tanto tempo ha rappresentato il centro di raccolta di rifiuti non solo veliterni. "Oggi - afferma Gabriel Battistelli, direttore della Coldiretti di Roma - in questa area già ferita si propone un altro scempio ai danni soprattutto di quelle aziende agricole che hanno contribuito con le loro produzioni di qualità a far conoscere il nome di Velletri anche al di fuori dei confini regionali e nazionali. Con impianti di questo genere non si porta benessere per la collettività, compito primario delle pubbliche amministrazioni, ma ricchezza e speculazione per pochi a danno di tanti. Non esistono rassicurazioni di non inquinamento o di rispetto che tengano di fronte alla distruzione economica di tante imprese e dell'economia cittadina. Chi acquisterebbe una bottiglia di vino sapendo che le uve sono prodotte a ridosso di un centro per la lavorazione dei rifiuti, con quale immagine Velletri si propone sui mercati nazionali ed esteri? Non stiamo - continua Battistelli - facendo una battaglia solo contro qualcuno ma una guerra per qualcosa di importante, per dare a tutti i cittadini la possibilità di vivere in un ambiente salubre, per dare alle imprese la possibilità di continuare a fare impresa, per dare la possibilità agli agricoltori di continuare a mettere sul mercato prodotti di qualità, per dare alla città la possibilità di vivere di economia reale, per garantire il bene comune e soprattutto per garantire un diritto che è il diritto alla salute". Rincara la dose il presidente di Coldiretti Roma e Lazio David Granieri: "Mai la Coldiretti si è nascosta dietro un dito quando viene messo a rischio il futuro delle imprese e del territorio dove le imprese operano. Ci siamo sempre attivati e continueremo a farlo in ogni angolo del Paese contro tutte quelle forme di speculazione, di consumo di territorio agricolo o di devastazione dello stesso che mettono a rischio la possibilità delle imprese agricole di svolgere la loro attività. Ci siamo attivati presso gli organi competenti con una forte pressione sindacale affinché questo impianto di trattamento dei rifiuti che rappresenta un vero e proprio affronto al rispetto del paesaggio e mette a rischio la salute del territorio di Velletri e dei veliterni non si faccia. I veri agricoltori, contribuenti, consumatori, utenti elettrici, residenti nei pressi delle centrali pagano sempre un prezzo troppo alto per favorire ciò che spesso si rivela il bioinganno del biogas che nasconde solo un fenomeno speculativo favorito da normative improvvide e dal sostegno di apparati burocratici. La Coldiretti ha sempre manifestato apertamente il suo dissenso da una politica agroenergetica che danneggia profondamente i veri agricoltori. Con la nostra azione - conclude Granieri - mettiamo in stretta connessione i problemi dell'uso della terra, della produzione e del consumo del cibo con la tutela ambientale e della salute, a difesa di tutti i cittadini, di chi viene minacciato nella propria serenità, sicurezza, nella propria proprietà (i valori immobiliari in prossimità delle centrali crollano perché il "mercato" tante volte invocato, alle balle non crede, non crede all'assenza di puzza e di disagi), ma soprattutto degli agricoltori, di tutte quelle imprese che producono qualità e che si vedrebbero caricare di costi supplementari mentre l'immagine del loro territorio e dei loro prodotti viene irrimediabilmente compromessa".

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