VITERBO
27 settembre 2017

VITERBO

Viterbo, ossia l’agricoltura dei record. La conferma del primato arriva ora anche dal successo degli allevamenti avicoli, oggetto di un recente tavolo di lavoro voluto da Alberto Frau, direttore della federazione Coldiretti con una rappresentanza dei produttori locali per un focus sugli straordinari risultati raggiunti dal settore in questi ultimi anni, sia a livello numerico che qualitativo, tanto da far entrare l’avicoltura della Tuscia tra gli esempi di allevamenti di riferimento a livello nazionale. I record non riguardano più soltanto nocciole, olio dop e pastorizia, ma anche l’avicoltura. Agli oltre 70 allevamenti in attività se ne aggiungeranno altri. “Molti giovani che si affacciano all’agricoltura per la prima volta, tutti laureati e intenzionati ad investire nel settore – spiega infatti Frau – hanno già richiesto contributi comunitari (tramite il Psr) per avviare nuovi impianti”. I centri produttivi più importanti sono insediati a Bomarzo, Montefiascone e Grotte Santo Stefano, la frazione del capoluogo dove negli anni 80 è iniziata questa lunga tradizione che oggi dà lavoro e opportunità di crescita economica. Tra lavoratori diretti e indotto, gli allevamenti occupano 750 addetti. La crescita del settore è certificata dal numero dei capi allevati. Ogni anno Viterbo movimenta 3,5 milioni di polli da carne, 250.000 tacchini e 1 milione di galline ovaiole. “L’aspetto più esaltante è l’altissima qualità delle produzioni, che ha permesso agli allevatori viterbesi di collocarsi tra i conferitori privilegiati dei gruppi industriali leader nella lavorazione, trasformazione, promozione e vendita di carni e uova presso la grande distribuzione organizzata (gdo). Il settore ha fatto passi da gigante, tanto che oggi – ricorda Frau – oltre il 60% degli allevamenti è bio, come biologico è il 90% della carne commercializzata da un notissimo marchio nazionale e proveniente da Grotte Santo Stefano, come bio è il 50% di tutta la carne di pollo prodotta nella Tuscia”. A Viterbo gli animali sono prevalentemente allevati a terra. Non più in gabbia, ma all’aperto per garantire qualità, elevati standard igienico - sanitari e sicurezza alimentare. “La filiera avicola locale è soggetta a severi controlli che finora hanno dato risultati eccellenti sotto tutti i profili, garantendo sicurezza e tracciabilità al consumatore finale. Oltre a quelli interni, sono frequenti i controlli della Asl e degli organismi certificatori terzi, anche in caso di export. Mi ha colpito – conclude Frau – la fermezza con cui i produttori avicoli portano avanti questo progetto che, anche con l’aiuto delle istituzioni locali e dei contributi europei, è destinato a consolidarsi come punto saldo dell’economia agricola della Tuscia”.

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