6 giugno 2017

VITERBO

Chiarezza e immediatezza. A beneficio dei produttori agricoli, degli allevatori, della cittadinanza. Sono le parole chiave per uscire in fretta dall’emergenza generata dal rogo di Casale Bussi che, oltre a Viterbo, ha coinvolto Montefiascone e Grotte Santo Stefano. “Nella fascia di interdizione di un chilometro – commenta Mauro Pacifici, presidente provinciale Coldiretti – insistono coltivazioni di cereali, mais, foraggi, il mattatoio comunale e quello avicolo e numerosi allevamenti. Auspichiamo, a tutela della salute pubblica e delle attività produttive agricole e zootecniche, tempestività e sollecitudine nello svolgimento delle analisi sui campioni vegetali per avere subito risposte certe sulle conseguenze effettive, in termini di impatto inquinante, causate dall’incendio”. Il rogo aggrava la criticità di un periodo già difficile per l’agricoltura viterbese, stremata dalle gelate e piegata da una siccità che aveva già causati danni ingenti in particolare agli allevatori, che hanno visto crollare i raccolti di fieno del 40% rispetto alla media e che si sono visti costretti, già il mese scorso, a sostenere spese impreviste per alimentare il bestiame. Il divieto di pascolamento dà infine l’esatta dimensione delle problematiche del momento. L’episodio di Casale Bussi rimanda a Pomezia dove da oltre un mese, sempre a causa di un incendio in un impianto per il trattamento dei rifiuti, 150 imprese agricole sono state interdette dalla raccolta di frutta, verdure e ortaggi, con danni incalcolabili per i bilanci aziendali. “Gli agricoltori di Pomezia – aggiunge il direttore Coldiretti Alberto Frau – hanno chiuso da un mese le strutture adibite alla vendita diretta dei loro prodotti, con pesantissime perdite economiche. Sebbene il rogo di Casale Bussi sia di gran lunga meno drammatico, condividiamo le preoccupazioni dei cittadini e dei nostri associati. Chiediamo certezze in tempi rapidi a tutela delle famiglie, che debbono essere rassicurate sulla salubrità dei prodotti agroalimentari che portano in tavola e dei nostri agricoltori, che devono presto conoscere, se ce ne sono stati, quali effetti l’incendio possa aver arrecato ai foraggi che, a maturazione raggiunta, dovranno essere falciati e raccolti”.    
 

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