PREZZO DEL LATTE: GRAVE DISINTERESSE DELLA REGIONE LAZIO
22 gennaio 2014

PREZZO DEL LATTE: GRAVE DISINTERESSE DELLA REGIONE LAZIO


 “E’ con grande disappunto – afferma il Presidente della Coldiretti Lazio David Granieri - che prendiamo atto che lo scorso 16 gennaio sono stati sottoscritti  i contratti relativi al prezzo del latte vaccino tra le principali cooperative di produzione laziale e la Centrale del Latte di Roma senza che la  Regione abbia promosso con la dovuta determinazione, nonostante le reiterate richieste della Coldiretti,  un accordo generale tra le parti, tradizionalmente punto di base per la sottoscrizione dei singoli contratti di conferimento”.

“Mentre l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio si faceva sentire con il suo silenzio - continua Granieri- lo stesso giorno la Regione Lombardia mostrava tutta la sua virtuosità nel favorire l’accordo sul prezzo del latte tra le organizzazioni agricole professionali regionali e l‘Italatte (che fa capo al gruppo Lactalis con i marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi e Cademartori) per le consegne dal primo febbraio al prossimo 30 giugno 2014 mostrando di capire e tenere in conto dei segnali arrivati sia dal mercato nazionale che da quello internazionale segnalato anche dal continuo progresso del latte spot in Italia e all’estero”.

“Ciò appare tanto più grave- ha sottolineato il Direttore della Coldiretti Lazio Aldo Mattia-  in quanto nelle ultime due riunioni del tavolo sulla filiera zootecnica convocato dalla Regione Lazio, l’assessorato ha più volte sottolineato la necessità di discutere il futuro della filiera e le future politiche del settore alla luce della nuova PAC”.

“Coldiretti Lazio - continua Mattia-  ha sempre sostenuto, e l’accordo della Lombardia lo dimostra, che il presupposto per poter decidere ed attuare le politiche non possa non passare per un impegno della Regione per agevolare la determinazione di un prezzo indicativo equo della materia prima da cui dipende la stessa sopravvivenza delle stalle laziali oltre che il mantenimento dei parametri di qualità necessari a valorizzare il latte locale e chi lo produce sul territorio laziale”.  

Ha concluso il Presidente Granieri che “il richiesto intervento della Regione in un accordo sul prezzo del latte, sul modello lombardo non avrebbe avuto nessun intento dirigistico, ma soltanto un ruolo propulsore a stimolare una reciproca collaborazione tra le parti per una giusta programmazione delle attività agricole, con l’obiettivo di fornire un quadro chiaro, anche alla Regione stessa, per la messa a punto delle necessarie politiche a favore del comparto”.  

 

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