LATTE
25 febbraio 2013

LATTE

La Coldiretti di Frosinone non esulta per l’accodo sottoscritto per il nuovo prezzo del latte. “Avevamo chiesto di rivedere il prezzo per ogni litro conferito dai nostri allevatori – spiega Vinicio Savone, presidente dell’organizzazione agricola – tenendo presente dei fattori legati ai costi di produzione e alla crisi che anche l’economia agricola sta attraversando a tutti i livelli. Non hanno voluto ascoltare le nostre ragioni ed allora, pur di avere una base certa e per non perdere ulteriore tempo, abbiamo deciso di sottoscrivere l’accordo”. Insomma Coldiretti per senso di responsabilità ha firmato l’intesa a euro 0,42 centesimi per ogni litro prodotto ma non si salta di gioia. Anzi. “Al di là di questo prezzo – commenta amaro Paolo De Cesare, direttore della sede provinciale di Frosinone – purtroppo oggi ancora diverse strutture riservano ai produttori poco più di 0,35 centesimi di euro per ogni litro prodotto. Una situazione assurda se si riflette sui costi di produzione e i sacrifici per garantire un prodotto sano e di qualità oltre che di certa provenienza”. La decorrenza del nuovo accordo, dal 1/1/2013 al 30/7/2013, non risponde neppure a quanto richiesto dall’organizzazione. “In relazione a questo aspetto non siamo per niente soddisfatti – ha detto ancora De Cesare -  Abbiamo più volte chiesto che il prezzo fosse basato sull’anno solare per questioni di sicurezza e praticità per le aziende ma, soprattutto, in relazione ad una programmazione più pragmatica per gli orientamenti delle imprese. Le aziende hanno bisogno di una pianificazione aziendale idonea a dare continuità e tranquillità agli allevatori ormai esasperati da situazioni poco chiare”. Ora Coldiretti guarda ai punti imperativi del proprio programma di lavoro nel settore lattiero-caseario. “Il ruolo della Centrale del Latte di Roma – ha concluso Savone – deve essere diverso. Con responsabilità nei confronti degli allevatori siamo determinati a ribadire che in merito alla questione relativa alla proprietà e alla gestione della Centrale, si devono concretizzare le progettualità da noi evidenziate per una inversione di tendenza  che, ormai è diventata più che urgente. Il settore ha bisogno di  parametri su cui partire quali quelli dei costi di produzione a litro di latte , la qualità , la provenienza e adeguate misure di sostegno alla produzione locale per sopravvivere e guardare con più fiducia al futuro”.

 

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