LA PROVINCIA DICE SI AL PROGETTO PER LA RISTORAZIONE A KM0
22 dicembre 2010

LA PROVINCIA DICE SI AL PROGETTO PER LA RISTORAZIONE A KM0

A margine della manifestazione “Agricoltura e Dintorni” l’assessore provinciale alle attività produttive della Provincia di Frosinone, Francesco Trina, ha avuto parole di elogio per l’ennesima iniziativa della Coldiretti ciociara riguardante la ristorazione a Km 0. “Credo che anche per questa iniziativa la Provincia, ed il mio assessorato in modo particolare, abbiano il compito di lavorare in sinergia con l’associazione e quanti intenderanno aderire al progetto di Coldiretti. A gennaio convocheremo un incontro per presentare una nostra proposta con la quale fornire concretamente degli aiuti per lo start-up dell’opportunità che riteniamo utile per tutti i cittadini-consumatori e che è contro l’inquinamento”. Soddisfatto il direttore provinciale Coldiretti Gianni Lisi che, dando atto dell’impegno assunto a Trina, sottolinea. “Abbiamo già inviato una prima comunicazione ad una rosa di ristoratori.Dopo l’incontro avvenuto lo scorso anno crediamo siano maturi i tempi per concretizzare tale proposta”. Spesso non ci fermiamo a pensare che i prodotti che riempiono i nostri piatti producono anidride carbonica e quindi, inquinamento.Basta fare due conti: per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall’Argentina in aereo per una distanza di 12 mila km si consumano 5,4 kgdi petrolio con conseguenti emissioni di CO2 pari a 16,2 kg. Ancora peggio se ci viene voglia di uva cilena:gli arrivi di ogni chilogrammo richiedono di bruciare 5,8 kg di petrolio e conseguenti 17,4 kg di anidride carbonica.Mangiare quindi contribuisce ad inquinare l’ambiente. “Tenendo presento tutto ciò – ha aggiunto Lisi - proponiamo il menu a basso impatto ambientale dove tutti i prodotti alla base delle ricette sono acquistati dal ristoratore direttamente dalle imprese agricole circostanti. Inquinare di meno ha detto deve essere uno degli obiettivi primari della nostra quotidianità. Anche attraverso il piccolo risparmio, come può essere questo, si può fare molto. Il menu a km 0 in realtà ha una doppia finalità.Da un lato inquinare di meno, dall’altro rafforzare il rapporto fra le produzioni agricole e consumi nella provincia attraverso azioni (degustazioni) mirate a sensibilizzare e invogliare gli operatori della ristorazione (ristoranti, osterie, agriturismo) a improntare i piatti che propongono al turista oppure al cliente di turno, a base di prodotti tipici e con un bassissimo dispendio di CO2. La filiera corta ? prosegue il Direttore Lisi - diventa così un valore aggiunto per i consumatori perché garantisce maggiore qualità e freschezza e rafforza l’identità del territorio attraverso l’arte culinaria. Intendiamo invogliare i ristoratori a scegliere e a sentirsi in dovere di utilizzare produzioni locali nei menu, tutelare il consumatore che deve pretendere,una volta seduto in un ristorante di poter scegliere se gustarsi le nostre meraviglie enogastronomiche.

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