COLDIRETTI
12 gennaio 2013

COLDIRETTI

“Durante l'incontro avvenuto martedì scorso in Regione per la vertenza latte siamo stati chiari come Coldiretti su alcuni punti che, ormai, riteniamo più che fondamentali per siglare il nuovo accordo". A parlare è Massimo Gargano, presidente di Coldiretti Lazio  che specifica "Al di là ovviamente del ritocco del prezzo che non può non essere ritoccato andando a sfiorare almeno 0,45 centesimi a litro - ha detto il dirigente della Coldiretti laziale  - va sottolineata la necessità di considerare il parametro dei costi di produzione a litro di latte , la qualità , la provenienza ( tutela e sostegno alla produzione locale ) e, in modo particolare, di trovare l’intesa e sottoscrivere il nuovo  accordo su una base annuale con una durata, quindi, di 12 mesi al contrario di quanto accaduto sino ad oggi con trattative estenuanti, rinvii e spesso anche manifestazioni dalle quali sono scaturiti prezzi per trimestre o per 6 mesi che non consentono ovviamente una pianificazione aziendale idonea a dare continuità e tranquillità agli allevatori ormai esasperati da questa situazione di poca chiarezza”. La nostra organizzazione – ha aggiunto il direttore Aldo Mattia   – resta comunque in stato di agitazione. Un’agitazione ovviamente “controllata” ma che verrà definitivamente archiviata solo ed esclusivamente alla firma di un accordo che aspettiamo da oltre un anno ormai". All'ultimo incontro convocato dall'assessore regionale alle politiche agricole Di Paolo, ha preso parte anche il referente della Centrale del Latte proprio come richiesto dalla Coldiretti durante la manifestazione organizzata alla vigilia del Natale scorso sulla via Aurelia. "Forse è un segnale che qualche spiraglio per la vertenza sul prezzo del latte ci potrà essere - prova ad azzardare il direttore - dopo la manifestazione, al contrario degli incontri precedenti, anche i referenti della Centrale del Latte di Roma sono stati presenti ponendosi in un atteggiamento definito di ascolto. Per Coldiretti all’incontro ha preso parte il direttore della sede del Lazio,  Aldo Mattia, che  ha potuto illustrare, durante i lavori, tutte le criticità del settore che, oltre ad essere penalizzato dalla crisi economica in atto, non può più garantire la sopravvivenza degli allevamenti con la remunerazione attuale del latte che viene conferito che in media non raggiunge neppure gli 0,40 centesimi per litro con punte in molti casi, nelle province laziali , purtroppo, anche di 0,35 .
“Il tavolo  delle trattative sul prezzo del latte alimentare bovino prodotto nel Lazio - ha concluso Gargano  -  é terminato con l'impegno propositivo di tutte le parti a confrontarsi al proprio interno nei prossimi giorni. Obiettivo comune quello di arrivare alla prossima convocazione, prevista per la fine della prossima settimana, solo per discutere sulle limature ed eventualmente quindi chiudere un accordo complessivo che tenga conto di quanto prospettato dal nostro documento elaborato ed approvato, in caso contrario valuteremo cosa fare”.

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