Carne di cavallo spacciata per manzo, 26 arresti dopo le 83 notifiche
28 aprile 2015

Carne di cavallo spacciata per manzo, 26 arresti dopo le 83 notifiche

Coldiretti Viterbo richiama l’attenzione sui recenti allarmanti episodi di falsificazione delle carni.
Infatti, sono state 83 le notifiche per la presenza di cane di cavallo spacciata per manzo in Europa e di queste 4 si riferiscono alla presenza di fenilbutazone, particolarmente pericoloso per la salute. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base della relazione sul sistema di allerta comunitario Rassf del Ministero della Salute del 2013, nel commentare positivamente l’operazione messa a segno da Eurojust insieme ad Europol, che ha portato a 26 arresti, il ritiro di oltre 800 passaporti di cavalli e al controllo veterinario di altri 200.
Gli arresti seguono un’inchiesta, cominciata due anni fa, su un’organizzazione criminale che falsificava documenti dei cavalli, per far entrare la carne equina, in maniera fraudolenta, all’interno della catena alimentare come carne bovina in tutta Europa, che ha coinvolto anche prestigiosi marchi.
Una situazione che ha messo in allarme l’intera Unione ed ha costretto la Commissione europea a chiedere agli Stati membri di adottare un “Piano coordinato di controllo” che ha riguardato l’individuazione, in prodotti commercializzati e/o etichettati come contenenti carni bovine (es. carni macinate, prodotti a base di carne, preparazioni di carne), di carne equina non dichiarata in etichetta ma anche la ricerca di fenilbutazone nelle carni equine.
Sul totale di 87 notifiche nell’Unione Europea, otto hanno riguardato l’Italia e tra queste, 6 per diverse tipologie di paste farcite distribuite in ambito comunitario ed extra-comunitario ma anche polpette congelate. Si è trattato di uno scandalo di dimensioni eclatanti, che dimostra, secondo la Coldiretti, la necessità di lavorare sulla trasparenza degli scambi dei prodotti alimentari con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza ma anche togliendo il segreto sui flussi commerciali e sulle destinazione aziendale delle importazioni.
“Per far fronte a cronache allarmanti come queste ricordiamo a tutti i consumatori di prestare attenzione alle etichette e scegliere sempre carni locali, prediligendo la filiera corta e il km zero” ha dichiarato il direttore di Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti.
“I nostri imprenditori agricoli, mettendoci la faccia nei mercati di Campagna Amica, si fanno garanti della freschezza e sicurezza dei prodotti su cui tutti possono contare: per questo invitiamo i cittadini a recarsi nei nostri mercati, il sabato mattina a via Francesco Baracca e il mercoledì in largo Benedetto Croce” ha concluso il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici.

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